Il gemellaggio come palestra di Cittadinanza attiva

Sfoglio il libro “Piccole Scuole di Grosseto raccontano” ( scaricabile al link https://tinyurl.com/ykakpz9u ) e mi metto a leggere incuriosita da tutte quelle belle immagini le esperienze delle Maestre. Tra i racconti, quello della Maestra Rita Pirozzi spiega bene il significato del gemellaggio ed è testimonianza di come la scuola agisca verso la comprensione della persona quale sistema integrato di potenzialità in termini di risorse e di come le relazioni interpersonali siano il vettore per realizzare e incrementare tali risorse. Quindi la dimensione emotiva, affettiva e comportamentale, che si innesca attraverso i gemellaggi, si definisce come ponte necessario al collegamento tra le conoscenze e stimolo della dimensione partecipativa ed emancipativa delle competenze di cittadinanza e solidarietà.

Riporto le parole della Maestra Rita Pirozzi della Scuola dell’Infanzia “Salvo D’Acquisto”:

“(…) Abbiamo così deciso di collegarsi online ognuno dalle proprie sezioni. La Scuola dell’Infanzia Salvo D’Acquisto si era così organizzata: la sezione C aveva preparato la canzone dell’albero “Un albero è un amico” e aveva lanciato un primo indizio cioè l’albero ed il bosco; la sezione A aveva preparato un bel canto sull’albero in inglese; la sezione B un balletto natalizio per augurare ai nuovi amici buon Natale, visto che l’incontro online si sarebbe realizzato prima di Natale. I bambini della Scuola di Marina di Grosseto, dal canto loro, avevano preparato canti e un indizio: l’albero Marino il Pino. Al di là delle competenze linguistiche acquisite mi piace sottolineare come i progetti e i contenuti siano un mezzo per sviluppare nei bambini quell’intelligenza emotiva che passa attraverso le buone relazioni, il rispetto, la collaborazione, la condivisione, il desiderio di conoscere nuove cose e nuove persone. Credo che sia fondamentale nell’età dei bambini della scuola dell’infanzia coltivare la gioia di esserci, di partecipare, di meravigliarsi, di avvicinarsi all’altro perché ami come in questo momento le relazioni umane hanno assunto un ruolo fondamentale. Nel nostro percorso non abbiamo tralasciato l’amicizia che abbiamo cantato e sperimentato anche se virtualmente. Alla fine del nostro progetto abbiamo decorato farfalle e chiesto ai bambini cosa volessero raccontare o dire ai nuovi amici. Alcune frasi che ricordo: “Voglio giocare con te”, “non ti conosco ma ti voglio bene”, “ti voglio fare un regalo”, “viene a vedere la mia scuola”, “ti voglio mandare un cuore”, “sono già amico tuo”, “ti mando un grosso bacio”, “quando è finito il coronavirus tutti noi bambini veniamo da te”, “vorrei conoscerti”, “vi vorrei vedere non dal computer”. I bambini hanno comunque capito che anche se non ci potevamo incontrare avevamo un mezzo per vederci, avevano capito il significato dell’incontro, dello scambio e quando parlavamo del progetto, si ricordavano subito dei nuovi amici di Marina di Grosseto. Ricordo il rammarico di Nadia (5 anni) quando capì che a causa del Covid non saremo potuti andare a Marina: “Maestra, ma se tu vai il prossimo anno io non ci sarò…vado alla scuola elementare!!”